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giovedì 3 ottobre 2019

Healthy Burrito - Piada Arcobaleno


La piada farcita oltre ad essere gustosa può essere anche sana. Scegli una farina non raffinata e possibilmente biologica e macinata a pietra, aggiungi un buon olio extravergine d'oliva o di girasole bio, spremuti a freddo, acqua e un pizzico di sale. Se vuoi, cliccando qui troverai la ricetta con video tutorial. Ho farcito con hummus di ceci e verdure di stagione; nell'orto ho raccolto gli ultimi pomodorini, qualche zucchina superstite che ho grigliato, ho aggiunto dell'insalata, carote a Julienne e fettine di funghetti freschi ma il consiglio è sempre quello di variare assecondando il periodo corrente. Arrotola la piada e successivamente avvolgi in un foglio di carta da forno. Un pasto completo, un'ottima schiscetta da portare in ufficio e un'idea stuzzicante per l'aperitivo. Una ricetta sana, gustosa, low cost, ecosostenibile che #mipiacemifabene ;-)
Una curiosità: La piada arcobaleno la portai a La Prova del Cuoco su Rai 1...Una tremolante Federica Gif affiancata dalla meravigliosa Antonella Clerici. Alla fine l'assaggiò e mi fece i complimenti :-) Adorabile. 
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Vi lascio al video, grazie e buona visione! 

VIDEO RICETTA

lunedì 16 settembre 2019

La mia esperienza al ristorante Joia di Pietro Leemann






“Buongiorno Chef”! La mia voce suona bassa e un pò tremolante, la mia mano è più calda e umida del solito e mi imbarazza porgerla a Pietro Leemann, di fronte a lui avverto una giustificata soggezione, non perché ti faccia pesare il fatto che sia l’unico chef stellato di un ristorante vegetariano in Italia ma perché per lui nutro tanta stima e rispetto, vorrei chiedergli almeno 100 cose in una manciata di minuti ma sono in soggezione, mi confondo e ho paura di fare uscire parole scomposte, in senso disordinato, di essere indiscreta e poi chissà che idea si farebbe di me e allora scelgo la strada del silenzio o quasi… Già arrivata di corsa, un pò spettinata con mezz’ora di anticipo, con l’aria di una che si sente comunque in ritardo. So di lui che è uno preciso, cioè lo ipotizzo ma no, la mia è quasi una certezza, è sicuramente uno che pesa e calibra ogni cosa, ingredienti compresi. In realtà faccio tutto da sola perché lui ha modi gentili e si rivolge a me con umiltà (quanto mi piace questa virtù), tanta umiltà che mi disarma nel momento in cui gli regalo il mio primo libro e mi chiede di firmarglielo… Gli dico: “no la prego, scrivo malissimo, il libro è bello… Lo deturperei”! (Penso alla mia firma fatta con la stessa mano tremolante di prima). Insiste e allora abbozzo una firma che somiglia più al tracciato dell’elettrocardiogramma e mi ricorda quella illeggibile del mio pediatra, con quelle prescrizioni che mi sono sempre chiesta se il farmacista avesse un traduttore o qualcosa di simile che gli impedisse di sbagliare farmaco. Ad ogni modo, alla fine ce l’ho fatta, gliel’ho firmato il libro e mi sono sentita ancora più imbarazzata di quando ho firmato il libro a Gualtiero Marchesi, un fare diverso, lui più scaltro e disinvolto ma lo stesso gesto incoraggiante che ti fa capire di essere di fronte a grandi personalità. Il mio pallore innato, non fa trasparire il rossore che in parte si nasconde dietro a un velo di blush rosa sulle guance. Lui mi parla e mi guarda negli occhi, io vedo in trasparenza una lontana timidezza, forse risalente a qualche primavera fa, che oggi si è evoluta e trasformata in pacatezza o forse più in generale, in esperienza e consapevolezza. Lui mi ha capita, lo so, l’ho letto nei suoi occhi. Almeno lo spero, perché credo di avere detto poco e di sicuro non tutto quello che avrei voluto, non ho azzardato, sono rimasta curiosa ma uscita con una certezza; la cucina di Leemann è un’esperienza che vi dovete concedere almeno una volta. Ma no, almeno 2 o 3 perché non avete a che fare con la rassicurante e inconfondibile pasta e fagioli della mamma; vi troverete piuttosto di fronte a piatti nuovi, concepiti dalla mente di un artista della cucina, proverete sapori e profumi inediti, i suoi piatti resteranno velati e vi andrà di saperne di più. Ah l’alta cucina… Non so se potrei praticarla sempre, io sono più legata a quella rurale, della terra, del mare, della nonna… Nei piatti del Joia di Milano, ti puoi immergere in un’esperienza profonda e capisci che in quello che mangi c’è un grande sapere, c’è la filosofia, la religione, lo studio di un ex ragazzo e il consolidamento delle nozioni acquisite di uomo maturo che ha fatto un percorso personale e lo condivide in questo modo. Un cibo colto, derivato da materie prime nobili ma semplici, liberate in parte dalla loro grettezza ma ancora autentiche, cibo che racconta una storia articolata e variegata, fatta di viaggi e di incontri come il suo omaggio al grande Gualtiero Marchesi con il quale ha lavorato, strizza l’occhio alla nouvelle cuisine ma senza spocchia, vola in Oriente e torna in Italia con un elogio alla mediterraneità. Che dire? La cucina del maestro non è quella di tutti i giorni ma è quella che vi augurerei. Sono certa che anche Leemann, quando si spoglia della casacca da chef, apprezzi gli spaghetti al pomodoro o un piatto cucinato da mani di comuni mortali purché preparato con cura, amore e rispetto. In fondo anche lui sarà stato svezzato a creme di riso e pastina e avrà una memoria genetica non troppo dissimile dalla mia, sono io che l’ho collocato nell’Olimpo degli chef, lui non si è mai messo su un piedistallo anche se per parlargli devo rivolgere gli occhi al cielo. 



Ho adorato questo azzardato piatto che gioca a creare illusioni, potrebbe anche abbagliare il carnivoro più praticante… Un concerto di aromi che insieme creano una melodia, sapore di tostato conferito dalla frutta secca una nota croccante. Non mi manca niente. Lo ammetto; non è stato amore a prima vista ma è scattata la passione nel momento in cui ho riconosciuto il mio frutto preferito dell’estate. La mano dello chef alla fine non ha stravolto un ingrediente ma ha saputo ricreare primitive suggestioni, concependo un piatto originale da rivoluzionario non violento. Caro Leemann, per me avevi già vinto all’antipasto, poi sono seguite le melanzane marinate servite in un guazzetto estivo di erbe, fiori e battuto di porcini; piatto composto così bene da sembrare un giardino inglese e ancora il risotto che sembra alla parmigiana invece è mantecato con pomodori e la loro assenza, in presenza di finferli e riso selvaggio soffiato, accompagnato da una mousse di anacardi e peperoni, nata per dare un accento al piatto ma buona anche così, spalmata con un gesto semplice e antico, sul pane… Aperta parentesi “pane”, un raro ristorante che mette a tavola un pane vero, fatto in casa col lievito madre e vere farine, non ho sentito la manitoba e a quel punto lo avrei abbracciato. 







Leemann a modo suo è un personaggio, proprio per il fatto che non vuole sembrare tale, toni troppo pacati per la tv e dire che sarebbe interessante vederlo all’azione  e trasformare i suoi ingredienti semplici e vegetali, in capolavori. Prima avevo nozioni teoriche della tua cucina, adesso il tuo cibo ha preso forma e mi sembra di conoscerti. Grazie Pietro. Il ristorante “Joia” mipiacemifabene ;-) e mi sento di consigliarvelo. Se avete già fatto la mia esperienza, lasciatemi le vostre impressioni nei commenti. Io spero che questo post vi sia stato utile e sia di vostro interesse. Grazie per essere passate/i e alla prossima. Federica






Ristorante Joia
Via Panfilo Castaldi, 18, 20124 Milano 

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mercoledì 11 settembre 2019

Sale alla cipolla tostata - Ricetta del recupero - Zero waste


Ieri ho preparato una confortante zuppa di cipolle e avena. Dalla mia agricoltrice diretta, ho trovato delle cipolle biologiche croccanti e dolcissime, peccato che le parti esterne nella maggior parte dei casi vanno a finire nel bidone... Ma non oggi! Le ho tenute saggiamente da parte, le ho lavate bene e asciugate, insaporite un pò e messe a tostare nel forno... I dettagli li trovate nel video ma la cosa bella è che adesso in dispensa ho un sale alla cipolla che è un concentrato di sapore! Perfetto per dare personalità a pasta o riso in bianco o per esaltare il sapore di verdure o pesce. Se volete stupire familiari e amici, provare a reinterpretare in questo modo le bucce di cipolla e vedrete che non ve ne pentirete. Mipiacemifabene ;-) Se il video vi piace, vi chiederei la cortesia di mettere un LIKE e di iscrivervi al canale YouTube mipiacemifabeneTV per permettermi di crescere e continuare a pubblicare contenuti
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Zuppa veloce di cipolle e avena - Ricetta macrobiotica


Buongiorno! Le temperature sono leggermente scese e alla prima pioggia mi viene voglia di una zuppa calda. Quella che vi propongo oggi, oltre ad essere, buona, sana, veloce e confortante, ha anche una funzione depurativa ed è perfetta per disintossicarsi in questo periodo di transizione dall'estate all'autunno. Trovate gli ingredienti annotati in basso a sinistra nel video. Naturalmente vi ricordo di mettere LIKE se il video è di vostro gradimento e di iscrivervi al mio canale YouTube mipiacemifabeneTV per permettermi di crescere e continuare a pubblicare contenuti. Vi ricordo come sempre che mi trovate su INSTAGRAM 
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martedì 3 settembre 2019

Impressioni di Francia - La Borgogna e il suo cibo


Sono arrivata in Borgogna nel cuore dell'estate, sono in vacanza, so già che mangerò e berrò più del dovuto, so che mi mancherà la mia cucina sobria ma godrò di questa passività, cercando esotiche ispirazioni, lasciandomi coccolare dai ristoratori immaginandoli come Remi di Ratatouille. L'aria era fresca e tonificante, il grano aveva già lasciato spazio a piantagioni di leguminose, le casette con i tetti spioventi, la lingua musicale, che mi ricorda tanto l'Ispettor Clouseau della Pantera Rosa (chi se la ricorda)? Le strade sono piccole, hanno l'aria di essere innocue, quasi messe lì a scopo ornamentale, cinte da vigne a perdita d'occhio. La Borgogna è campagna, luogo riposante, paradiso enologico forse un pò meno gastronomico... Si perché la cucina è molto elaborata, raffinata, i piatti sono articolati in più parti, le salse invadono e si contaminano tra loro creando una moltitudine di sapori che possono portare fuori tema. Gilly, è una ridente cittadina racchiusa in uno scrigno verde, fatto di ruscelli pullulanti di vita, sentieri, rovi selvatici che in questo periodo regalano succosi pendenti frutti, con i quali gli abitanti preparano deliziose marmellate per racchiudere il profumo della stagione più calda. Non un bar, nessuna boulangerie, poche le persone a cui chiedere informazioni con il mio improbabile francese, solo un castello che si sente il più bello del paese e nessuno lo può contrariare. Io sperimento e mi immergo nella cucina francese e abbino vini forse in modo sensato per la prima volta, sotto la guida di Giorgio che mi ha invitata, un amico che ne sa più di tanti sommelier francesi che ho conosciuto, perché lui il vino e il cibo li pratica davvero da tanto senza fare discriminazioni, con una passione senza eguali. Oggi condivido con voi le mie impressioni di Francia. Un post dedicato forse solo al mipiace... Mifabene torna dopo le vacanze! Questa volta l'ho vissuta approfonditamente dal punto di vista enogastronomico, ho sperimentato, mi sono spinta oltre e ho assaggiato l'escargot... La mia prima ed ultima volta. Non sono pronta a tutto, non ho mangiato carne, nonostante sia il piatto tipico di questa regione della Francia. La Borgogna è una regione di pregiati vini rossi e di piatti prevalentemente grassi e strutturati. Le alternative alla carne nei menu sono poche e contano nella maggior parte dei casi, 1 o al massimo 2 piatti di pesce e il formaggio che è buono e ricco. Pubblico un video reportage del mio viaggio per portarvi con me in una parentesi di vita reale, spero che vi possa essere utile, che vi faccia da guida nel caso vogliate orientarvi in questa zona del mondo. Se vi piace, vi chiederei la cortesia di mettere un LIKE e iscrivervi al canale. Prima di lasciarvi il video e le foto più suggestive, vi ricordo che potete seguirmi anche su 

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VIDEO REPORTAGE



FOTO REPORTAGE















































































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lunedì 12 agosto 2019

I preferiti dell'estate - Consigli green - Cucinare velocemente - Un REGALO per voi!




Buongiorno :-) Siete già partite/i per le vacanze? Io non ancora ma nel frattempo sto vivendo questa estate con qualche strategia per contrastare il caldo e cucinare in modo "indolore" ;-) In questo video vi parlo dei miei ingredienti e prodotti preferiti del momento, vi do qualche consiglio per cucinare in modo healthy e fast e vi lascio anche un bellissimo regalo! Guardare per credere! Vi scrivo i dettagli di seguito. Intanto se volete vi ricordo che potete seguirmi su:
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IL MIO SECONDO LIBRO USCIRÀ A BREVE "Piatto sano quotidiano" Macro edizioni. Aggiornamenti sui miei canali!

IL LIBRO CONSIGLIATO “La mia Cosmesi fai da te” di Gabriela Nedoma, Gruppo Macro

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PELLICOLA ECOLOGIA ALLA CERA D'API

GRAZIE BUONA ESTATE E BUONA VISIONE ! #mipiacemifabene ;-)

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venerdì 26 luglio 2019

Fusilli Integrali al Pesto di Carote e Mandorle




Buongiorno :-) Qua fa un caldo infernale! Poca voglia di cucinare ma con quella rimasta, per pranzo mi sono cucinata questa pasta con un condimento super veloce e buonissimo, così oggi vi propongo dei fusilli integrali al pesto di carote e mandorle! Siccome anche la voglia di scrivere oggi è messa a dura prova dalle alte temperature, passerò subito alla ricetta! 

Ingredienti
200 g di fusilli integrali
2 carote pulite possibilmente bio
1/2 spicchio d'aglio
5 foglie di basilico
5 cucchiai di acqua
2 cucchiai di olio evo
2 cucchiai di mandorle + qb per la decorazione
1 cucchiaio di succo di limone
Sale marino integrale qb
Pepe qb

Procedimento
Porta a bollore abbondante acqua leggermente salata, cuoci per 5 minuti le carote a rondelle, scolale, nella stessa acqua butta la pasta e nel frattempo prepara il pesto frullando le carote insieme all'aglio, al basilico, ai 5 cucchiai di acqua, all'olio, alle mandorle, al succo di limone, a un pizzico di sale e una macinata di pepe. Dovrai ottenere una consistenza un pò più densa del pesto classico. Scola la pasta al dente ma ricordati di tenere da parte un pò di acqua di cottura! Condisci la pasta, mescola e ammorbidisci con un pò di acqua tenuta da parte. Servi nei piatti e cospargi con mandorle a lamelle, meglio ancora se leggermente tostate e salate. Spolvera con un pò di pepe ed eventualmente un goccio di buon olio extravergine d'oliva. Un piatto veloce e sano che... Mipiacemifabene ;-) Ciao, un bacione e alla prossima a ricetta! Federica :-)
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mercoledì 17 luglio 2019

Pane Integrale a Lunga Lievitazione






Avete presente il profumo del pane in cottura?! Quello ancestrale, che risveglia l'appetito anche se ti sei appena alzata/o da tavola, la fragranza che ti accoglie a casa e ti regala la sensazione di un abbraccio avvolgente, un profumo consolante... In questo momento sto pensando: "ma esiste qualcuno a cui non piace il pane"?! Io al massimo conosco persone che non lo vogliono mangiare per scelta o chi non può consumarlo per problemi di intolleranza ma anche loro sono sempre alla ricerca di alternative per concedersi questo piacere. Se conoscete persone che non amano il pane, scrivetemelo qua sotto per favore, sono curiosa e incredula :-) Io nel frattempo vi lascio la ricetta del mio pane integrale a lunga lievitazione, perché anche in estate trovo la forza di accendere il forno visto che pane & pomodoro resta il mio piatto preferito di questa stagione. Ecco a voi i dettagli...

Ingredienti
150 g di pasta madre rinfrescata
430-450 g di acqua
1 cucchiaino raso di sale marino integrale
400 g di farina semintegrale tipo 1 bio macinata a pietra 
400 g di farina integrale bio macinata a pietra
Olio evo qb preferibilmente bio (per la superficie e lo stampo)

UN CONSIGLIO PRIMA DI PROCEDERE
A mio avviso il pane, che sia del forno o fatto in casa, è buono solo con la pasta madre, mi dispiace ma non ho ricette alternative. Se volete seguire la mia ricetta, potete richiederne un pezzo in un forno di fiducia oppure a persone che ce l'hanno già e che sono sicura, saranno liete di regalarvela. 
La farina è l'ingrediente principale! Sceglietela con cura, possibilmente di un mulino della vostra zona, che sia non industrialmente raffinata, macinata a pietra e possibilmente bio.
Questi i tempi di preparazione consigliati per la lunga lievitazione: 
il pomeriggio rinfrescate la pasta madre con un pò di acqua e farina, 
la sera preparate l'impasto e mettetelo a dimora in una ciotola coperta all'interno del frigo
il mattino seguente fatelo lievitare per qualche ora (dalle 3 alle 7 ore, dipende dalla temperatura e dalla stagione corrente) 
infine cuocete
Conservate il pane in un canovaccio igienizzato ma non lavato con ammorbidente, altrimenti cederà tutto il suo profumo al pane e la cosa potrebbe essere spiacevole. 
Il pane fatto con la pasta madre e delle buone farine, si conserva fino a una settimana
Lo potete anche congelare (seppure io non abbia questa abitudine). E ora procediamo!

Procedimento
Sciogli la pasta madre con l'acqua e il sale. Mescola le farine e uniscile setacciandole. Mescola con un cucchiaio poi impasta con le mani. Quando avrai ottenuto una pagnotta, lavorala per almeno 10 minuti su una spianatoia spolverata con farina. L'impasto dovrà essere morbido ed elastico. Massaggia la superficie con l'olio, trasferiscilo in una ciotola coperto con un piatto oppure in un sacchetto gelo (preferibilmente compostabile, io lo trovo da Naturasì). Lascialo riposare in frigo tutta la notte, il pane crescerà nonostante le basse temperature. Al mattino, riprendete l'impasto, spolverate con farina una spianatoia, lavoratelo senza pressare troppo e formate un rettangolo poi avvolgetelo e mettetelo in una teglia precedentemente unta e che sia più grande, per contenerne i lati in modo da non farlo trasbordare in cottura. Spolverate la superficie con un pò di farina e incidete dei tagli a vostra discrezione. Lasciatelo riposare in casa al riparo da fonti di corrente. In estate sono sufficienti anche 3 ore e in inverno fino a 6 ore; seppure non ci sia una regola fissa, vi consiglio di non superare le 7 ore in inverno e le 4 in estate per non farlo inacidire. Preriscaldate il forno a 220°, siate delicate/i e trasferitelo in cottura senza scossoni perché rischiereste di fare perdere alla pagnotta l'aria incorporata. I primi 10 minuti cuocete a 220° poi abbassate a 180° e proseguite la cottura senza aprire il forno per 40 minuti (la cottura è tarata sul mio forno che ha solo la modalità "statico" e non vanta particolari performance). A fine cottura, eliminate lo stampo o la teglia e fate raffreddare completamente il pane su una griglia sospesa, in modo tale da eliminare parte dell'umidità. In questo modo garantirete alla pagnotta una maggiore fragranza e una maggiore durata. Il pane preparato come una volta... Mipiacemifabene ;-) Se questa ricetta è di vostro gradimento condividetela. 
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In arrivo il secondo!!! Aggiornamenti su tutte le mie pagine :-D
Grazie a voi per essere passate/i di qua, siete sempre benvenute/i.
Alla prossima ricetta!
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